Breve storia dell’ubriachezza, di Mark Forsyth
Mi hanno regalato questo libro, Breve storia dell’ubriachezza.
Visto che mi piace bere, penso che si sia trattato di un regalo inteso come messaggio neanche tanto subliminale.
Sulla quarta di copertina c’è una breve sinossi che facilita molto la comprensione anche in caso di vista sdoppiata, momentaneo calo della concentrazione e dell’equilibrio: “Intorno al 9000 a.C. abbiamo inventato l’agricoltura per ubriacarci ogni volta che volevamo. Il risultato è stata la civiltà.“
Sebbene allietata dal fatto che finalmente si dichiarasse al mondo che noi ubriaconi non siamo così inutili come molti sostengono, avevo comunque creduto che il libro contenesse più che altro una raccolta di aneddoti su sbronze famose, con qualche cenno storico e riferimenti sparsi a Bukowsky.
L’inizio del libro mi è parso un po’ piacione e inutilmente filosofico, di quella filosofia che si srotola senza una direzione precisa, con svolte di banalità a tradimento. Una filosofia da osteria, appunto. È stato lì che ho cominciato a sospettare che il libro fosse stato scritto in stato di ubriachezza, e di conseguenza me ne sono maggiormente interessata: ogni ubriaco è uno scrittore potenziale nella misura in cui diventa verboso e le sue teorie sfilacciate iniziano a connettersi magicamente creando una fuffa che a lui pare puro distillato di conoscenza suprema. Con ghiaccio.
Di solito però tutto questo non viene pubblicato e addirittura tradotto in altre lingue. Non ancora. Invece questo libro sì.
In realtà Mark Forsyth potrebbe avere scritto l’introduzione in quel lieve stato di pedanteria indotto dal primo drink che supera il limite della sobrietà di un bevitore. Oppure potrebbe averla simulata, da buon scrittore. Il resto del libro comunque è molto lucido e più interessante di quello che si potrebbe immaginare osservando la copertina dell’edizione italiana. Sono anche andata a controllare l’edizione originale, che risulta più seria. L’autore è conosciuto per essere tutt’altro che superficiale. Al massimo, un po’ originale.

Breve storia dell’ubriachezza è un divertente saggio sui fenomeni storici e geografici legati alla produzione di bevande alcoliche e di come queste abbiano determinato migrazioni, scelte politiche e fenomeni sociali di enorme portata.
Solo che detto così non fa venire voglia di comprarlo.
Eppure si tratta di un libro di storia che si legge davvero sotto l’ombrellone ed è interessantissimo. Per quanto sintetico, ha una bibliografia di riferimento lunga undici pagine e spazia dalle usanze conviviali dell’antichità a quelle dei saloon del vecchio West, gettando anche nuova luce sul fenomeno del proibizionismo americano del secolo scorso.
Per noi ubriaconi si tratta di oro puro, materiale fresco di cui discettare al bancone per i prossimi due anni, sempre che si cambi bar con una certa periodicità. Non manca neppure un riferimento costante alle figure femminili, che dato l’argomento sembravano escluse. Invece salta fuori che hanno avuto un ruolo storico-alcolico di prim’ordine.
Ho voluto assaggiare quel Gin aromatizzato alla trementina, che il libro racconta essere stato molto popolare nei sobborghi poveri della Londra di una volta, e ora non mi ricordo più di cosa stavo parlando. Sono però certa che Breve storia dell’ubriachezza sia un buon libro, leggero ma non per questo superficiale.
Peccato non abbia ancora avuto la popolarità che meriterebbe. Sarà perché ha un’immagine di copertina che rappresenta due gambe sormontate da un rinoceronte gobbo e la testa incastrata in un turacciolo. Che doveva essere il turacciolo di una bottiglia ben grossa, dico. Comunque, non mi piace perché ha i colori del Milan, o dell’Atalanta. No, aspetta: è la bandiera della Romania. Ecco perché.
Perché cosa?
Che ne so, mica si può sempre sapere tutto. Sarà ben bello anche guardare.
Leggi, piuttosto.
Potrebbero anche interessarti
Jack lo Squartatore: la sua identità scoperta con un’indagine finanziata da Patricia Cornwell
La mia amica Edith Wharton e il Vizio della lettura
Sull’isola di Naxos c’è un tesoro, capitolo XI.





Sei strepitosa! Ho comprato il libro qualche mese fa, ma sto aspettando di sdraiarmi sotto l’ombrellone con una bella bottiglia in ghiaccio e godermelo tutto. 🥂 salute
🙂 Cin cin