Esperimento 2: crowdfunding per la traduzione di un libro su Indiegogo

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9 risposte

  1. Elena ha detto:

    Ciao, leggo ora questo post che mi ha divertito moltissimo e mi ha confermato ciò che pensavo già di questo fenomeno editoriale. Io ho pubblicato con Streetlib e poi tramite Amazon tre miei racconti che avevo già pubblicato sul mio blog. Non sto appresso alle vendite e non mi sto preoccupando minimamente di promuoverli. È stato un progetto portato a termine e se più avanti vorrò spingerli ci spenderò qualcosa. Senza pubblicità e senza parenti e amici coinvolti sono arrivata complessivamente a una quarantina di pezzi. Ho iniziato quest’attività tardi nella vita ed è l’hobby di un’anziana signora. Complimenti per il tuo blog. Elena

  2. Anonimo ha detto:

    Ciao, Loredana. Ho letto i tuoi articoli per caso ieri sera. Il primo era ottimo. Il secondo okay. Il terzo davvero pesante. Non per i contenuti, ma per questo stile ironico eccezionale inizialmente. Sfiancante a fastidioso alla lunga. Ti auguro un buon proseguimento, ognimodo scrivi molto bene!

    • Loredana de Michelis ha detto:

      Mi spiace della brutta esperienza. Approfitto del tuo commento per fare un’osservazione su un aspetto particolare dei blog: i post non sono capitoli di un libro e non sono concepiti per essere letti in sequenza con un salire di aspettative. Il post su Smashwords, per esempio, se letto da solo non risulta particolarmente ironico. Pratico, piuttosto. Se però è letto con “la voce narrante” di Esperimento autopubblicazione ebook su Amazon, capisco bene che possa risultare deludente.

  3. Vico ha detto:

    Ah, ah! Oltre che essere un articolo utilissimo e lucidissimo, mi sono cappottato dalle risate!

  4. Mah, non so cosa pensare, sto imparando anch'io. Il sostegno del Patron è una bella idea, ma "lo scrittore di libro" è un artista visto con meno simpatia degli altri, di solito. L'unica opera gratuita che ho è OFFSET, la raccolta dei miei post più letti, che sono comunque in consultazione gratuita su web e sono racconti, quindi di facile lettura. Il resto trovo giusto farlo pagare. Alla fine lo scopo è quello di avere dei lettori che ti leggono perché gli piace cosa scrivi e il rischio di essere confusi da chi invece segue la trovata pubblicitaria, o il click compulsivo della roba gratis, o che ti trova una persona simpatica e/o attraente, ma alla fine non ti legge, credo sia concreto. Non ho visto risultati tra quelli che mettono il testo free online e fanno pagare il download o il cartaceo: penso che in questo modo si commetta un errore fondamentale, cioè far pagare il mezzo e non il contenuto. Su questo credo che chi scrive dovrebbe stare molto attento e lavorare a una comunicazione totalmente opposta.

  5. Ivan Ferrero ha detto:

    Grazie per la risposta Loredana, che mi conferma i miei dubbi.

    Patreon è un crowdfunding particolare: anzichè raccogliere fondi una tantum, chiedi di essere sostenuto mensilmente oppure per ogni tua produzione.
    Una sorta di crowdfunding ricorrente.

    Ad esempio ci sono bloggers che vengono sostenuti mensilmente per continuare a pubblicare sui loro blog, artisti musicali che vengono sostenuti ad ogni loro nuovo video, ecc…

    L'idea è quella di una sorta di Patronaggio 2.0.
    Una volta che un patrono ha deciso la somma, i pagamenti poi saranno automatici, finchè il patrono non decide di interrompere, ovviamente.

    Le cifre sono decisamente minori, ma ricorrenti.
    Ho letto il caso di una cantante/musicista che su IndieGoGo aveva raccolto qualche centinaio di migliaia di dollari per un suo video, su Patreon qualche migliaio, ma ricorrente per ogni suo nuovo video.

    Non è facile, ho anche scoperto che, oltre ai soliti amici/parenti, si verifica la brutta pratica del sostenersi a vicenda tra artisti, in modo da dare l'impressione ai lettori che ci siano già dei sostenitori e quindi rinforzando la riprova sociale.

    Come disse Seth Godin una volta: se fai pagare una persona in modo ricorrente, poi è difficile alzare la cifra. Se la fai pagare una volta sola, poi ti sarà più facile chiedere altri soldi con un nuovo prodotto. 😉

    Io in questi giorni mi sto imbarcando in un nuovo progetto: bloggare il mio futuro ebook.
    Sto realizzando un sito (quasi ultimato), in cui ogni post sarà un capitolo, poi ad un certo punto raccolgo tutto e sistemo in un ebook, aggiungendoci qualcosa di inedito per spingere le persone ad acquistare.

    Ho visto che altri invece sono più drastici: versione online totalmente free, paghi se vuoi la comodità di avere tutto in un unico ebook oppure la versione cartacea.

    Che cosa ne pensi?

  6. Ciao Ivan, non conosco Patreon, ma dopo avere meglio capito come funziona il crowdfunding dubito davvero che si riesca a raccogliere denaro per scrivere un libro, non ci riescono neppure gli americani. A meno che non sia un libro particolare, che suscita un interesse nei social. Di solito le donazioni sono fatte da amici. Se all'annuncio viene tolta visibilità, com'è stato nel mio caso, poiché non stavo inviando sufficiente traffico alla piattaforma, raccogliere denaro da estranei diventa matematicamente impossibile.

  7. Ivan Ferrero ha detto:

    Grazie per questa bellissima condivisione Loredana, molto "aprente gli occhi"!
    anche io ho intenzione di pubblicare un libro, e tra le varie ipotesi c'era anche IndieGoGo per ottenere un po' di fondi per la preparazione.
    Leggendo la tua esperienza però passa la voglia, o comunque viene voglia di tentare altro.
    Alla fine come è andata a finire? Hai raggiunto la cifra?

    Inoltre ho visto che c'è anche Patreon, di un taglio differente.
    Tu lo conosci? Hai esperienza?

  8. Crowdfunding ha detto:

    Could know many unknown things reading it. Thanks!

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